ROMA - Il Tar Lazio respinge due richieste di sospensione cautelare contro la rideterminazione dell’indennità dovuta dai concessionari del Bingo per il proseguimento provvisorio delle concessioni. Con due decreti il presidente della Seconda sezione ha ritenuto insussistenti i presupposti di "estrema gravità ed urgenza" per concedere una misura cautelare monocratica. Per entrambi i ricorsi, la trattazione collegiale è stata fissata alla camera di consiglio del prossimo 2 dicembre.

Al centro dei contenziosi c’è la Determinazione direttoriale del 31 luglio 2026, con la quale la Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha rideterminato l’indennità dovuta dagli operatori per il periodo di proroga delle concessioni, compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2026. Gli importi mensili sono differenziati in base al fatturato dei concessionari: si parte da 3.250 euro per quelli con ricavi pari o inferiori a 1,2 milioni di euro, fino ad arrivare a 9mila euro per gli operatori con fatturato superiore a 17 milioni. Per i periodi pari o inferiori a 15 giorni è previsto il dimezzamento dell’importo.

Il presidente del Tar ha escluso la sussistenza delle condizioni per un intervento cautelare immediato, rilevando che il provvedimento di Adm invita i destinatari a presentare osservazioni entro un “congruo termine”, senza “pretendere il pagamento immediato” delle somme indicate. Da qui il rigetto delle istanze monocratiche.

Le decisioni non entrano nel merito della legittimità degli importi stabiliti da Adm né delle successive comunicazioni. Le contestazioni saranno esaminate nella fase collegiale, con le due domande cautelari calendarizzate per la stessa camera di consiglio del 2 dicembre.

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