ROMA - Saranno 20 i ricorsi sul tema dei Punti Vendita Ricariche (Pvr) che domani, 24 settembre, saranno discussi in un’attesissima udienza al Consiglio di Stato. Al centro del confronto non ci sarà soltanto la questione dell’efficacia delle disposizioni introdotte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma anche la loro concreta applicazione dopo il passaggio dalle vecchie concessioni in proroga alle nuove aggiudicazioni. La nuova udienza si terrà dopo quella interlocutoria dell’11 dicembre 2025.
Uno dei temi più discussi dagli operatori riguarda il limite di 100 euro settimanali in contanti per le ricariche effettuate attraverso i Pvr. Una soglia che i concessionari contestano, insieme ad altre prescrizioni introdotte dalla disciplina attuativa del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Nei ricorsi, gli operatori sottolineano in particolare la differenza rispetto alla rete fisica, sostenendo che la soglia comporti per gli esercenti un controllo particolarmente complesso sulle operazioni degli utenti. Secondo i ricorrenti, inoltre, le nuove prescrizioni potrebbero incidere significativamente sulla consistenza della rete Pvr. Adm difende invece la legittimità del nuovo impianto regolatorio, sostenendo la necessità di misure volte a garantire l’ordine, la trasparenza e la tracciabilità dei flussi finanziari.
La questione dei 100 euro è però soltanto uno degli aspetti del più ampio contenzioso. La disciplina contestata deriva dalla determinazione direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 25 ottobre 2024, con la quale – seguendo le prescrizioni della legge - è stato istituito l’Albo dei Pvr e sono stati definiti i requisiti e le modalità operative per i punti fisici collegati ai concessionari del gioco a distanza.
Il primo passo giudiziario si era concluso davanti al Tar Lazio, che aveva accolto i ricorsi nella parte relativa all’applicazione immediata delle nuove disposizioni. Secondo il giudice di primo grado, le regole non potevano essere applicate agli operatori ancora in proroga tecnica prima della conclusione della procedura di assegnazione delle nuove concessioni. Adm aveva impugnato le sentenze, mentre i ricorrenti avevano chiesto che venissero esaminate anche le ulteriori contestazioni sollevate contro la disciplina, comprese quelle relative ai profili costituzionali ed europei. Nel frattempo, però, il quadro concessorio è cambiato. La procedura per le nuove concessioni si è conclusa e proprio questo elemento ha spinto il Consiglio di Stato, con l’ordinanza del 19 dicembre 2025, a chiedere alle parti di chiarire quale sia, oggi, la situazione dei singoli operatori.
La domanda che il Collegio dovrà affrontare riguarda quindi anche l’attualità dell’interesse a ottenere una pronuncia. Occorrerà verificare quali concessionari abbiano ottenuto una nuova concessione, quali rapporti siano stati instaurati con i Pvr e se vi siano operatori ancora in proroga o che abbiano cessato l’attività.
Per i concessionari, tuttavia, il passaggio alla nuova concessione non avrebbe fatto venir meno l’interesse al giudizio. La partecipazione alla gara non può essere considerata un’accettazione delle regole contestate, ma sarebbe stata necessaria per garantire la continuità dell’attività. Da qui la richiesta di arrivare comunque a una pronuncia sul merito. L’eventuale improcedibilità dei ricorsi, secondo la posizione espressa dai legali degli operatori, lascerebbe infatti irrisolte questioni destinate a incidere anche sui nuovi rapporti concessori, tra cui il limite alle ricariche e altre disposizioni contrattuali contestate.
Il Consiglio di Stato dovrà quindi verificare, innanzitutto, quale effetto abbia avuto la nuova gara sulle controversie ancora pendenti. La conclusione della procedura concessoria potrebbe infatti aver modificato il presupposto sulla base del quale il Tar aveva ritenuto inefficaci le disposizioni nei confronti degli operatori in proroga. La stessa verifica riguarderà l’Albo Pvr e gli atti successivamente adottati da Adm. Il Collegio dovrà accertare se, con il nuovo assetto concessorio, la disciplina sia tornata pienamente operativa e in quale misura incida concretamente sui soggetti coinvolti nei procedimenti. Solo dopo questo passaggio sarà possibile stabilire se le questioni di merito sollevate dagli operatori - dal limite di 100 euro alle altre prescrizioni della disciplina, fino ai profili di legittimità costituzionale e compatibilità con il diritto europeo - potranno essere effettivamente esaminate.
L’udienza di domani si presenta dunque come un passaggio decisivo non soltanto per definire la sorte dei singoli ricorsi, ma anche per chiarire il quadro applicativo delle regole che disciplinano la rete dei Punti Vendita Ricariche nel nuovo sistema delle concessioni per il gioco online.
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