ROMA - Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla società titolare di un'attività commerciale a Dimaro Folgarida, in Provincia di Trento, contro la rimozione di due slot installate nel locale. Secondo i giudici di Palazzo Spada, è dimostrato il mancato rispetto delle distanze minime dai luoghi sensibili (il parco giochi di San Lorenzo) e l'attività non può beneficiare di nessun tipo di esenzione. Il Collegio ha inoltre stabilito che non si può invocare il cosiddetto "effetto espulsivo" poiché l'attività può essere ricollocata nel territorio dello stesso Comune.

Il locale si trova a 272 metri dal parco giochi, distanza inferiore dal limite di 300 metri previsto dalla legge provinciale di Trento e soprattutto da quello più restrittivo di un chilometro, stabilito da un'ordinanza comunale. Il Consiglio di Stato ha dichiarato che l'ordinanza rientrava nei poteri legittimi del Comune e che il metodo di misurazione della distanza (il raggio tracciato dall'ingresso dell'esercizio commerciale) è adeguato. Anche considerando il percorso pedonale, la distanza dal Parco di San Lorenzo risultava comunque di 750 metri e quindi inferiore al limite minimo di 1.000 metri. Il parchi rientrano inoltre, in base alla legge provinciale, nelle categorie di luoghi sensibili perché abitualmente frequentati da persone giovani e/o minorenni. Questo è sufficiente a considerarli come tali, indipendentemente da verifiche sull'effettiva frequentazione dell'area.

Il locale non poteva inoltre beneficiare dell'esenzione di cinque anni dal distanziometro prevista per slot machine già installate al momento dell'apertura di un "nuovo" luogo sensibile. I due apparecchi sono infatti operativi dal 3 marzo 2023 quando Parco San Lorenzo già esisteva ed era già in vigore la normativa sulle distanze minime.

Immagine generata con l'IA

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