ROMA – La tassa europea sul gioco online è stata esclusa dalla prima proposta di Bilancio europeo 2028-2034, presentata dalla presidenza irlandese del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, il principale organo legislativo comunitario. Una decisione che non sorprende vista l'opposizione manifestata da diversi Paesi, con Malta in prima fila, all'introduzione di una simile misura fiscale. Sarebbe stata infatti necessaria l'approvazione di tutti gli Stati membri, al netto delle difficoltà di armonizzare sistemi fiscali nazionali differenti e dell'assenza di una definizione precisa di “gioco d'azzardo” riconosciuta in tutta l'Unione Europea.

Non è comunque escluso che la tassa europea sul gioco online possa rientrare nella proposta di Bilancio europeo 2028-2034 nelle fasi successive della trattativa. Esponenti dei gruppi dei Socialisti e Democratici e dei Verdi ne hanno ribadito la necessità nella seduta del Parlamento Europeo dello scorso 7 ottobre e, in generale, l'assemblea di Strasburgo non sembra disposta ad accettare una proposta di bilancio che taglia di 141 miliardi di euro la proposta iniziale della Commissione Europea. Una posizione che è collegata allo scontro in atto fra vari Paesi fra chi sostiene i tagli al bilancio, come Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca che anzi ne chiedono ulteriori, e altri che vorrebbero più risorse da investire.

Nuove risorse per il bilancio comunitario, si legge nel documento, andranno quindi recuperate in altri settori fra cui i prodotti a base di tabacco, rifiuti elettronici, tassa sulle emissioni di gas serra e tassa sullo scambio di merci ad alta intensità di carbonio.

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