ROMA – Il divieto delle scommesse sportive e dei giochi online deciso dal governo brasiliano pone le basi per la fine del calcio nel Paese. È quanto sostengono i principali club brasiliani, che criticano il provvedimento provvisorio voluto dal governo Lula. Come riporta “La Gazzetta dello Sport” citando i dati diffusi da “O Globo”, infatti, nel 2025 i siti di scommesse hanno versato circa 200 milioni di euro ai club più prestigiosi del Brasile. Il solo Flamengo ne ha incassati 45 milioni, una cifra record per il calcio brasiliano nonché pari al 13% del fatturato del club. C’è anche il caso di Neymar, che nel 2022 ha firmato un accordo quadriennale di sponsorizzazione con Blaze per l’equivalente di oltre 13 milioni di euro all’anno. Tutte entrate che, da un momento all’altro, verrebbero meno, per effetto del provvedimento provvisorio emesso dal governo Lula lo scorso venerdì, a pochi giorni dal primo turno di elezioni presidenziali.
I club si sono subito fatti sentire: lo stesso Flamengo, ad esempio, ha emesso un comunicato rimproverando il governo per aver cambiato il quadro normati da un momento all’altro. Ancora più netta la presa di posizione dei club di San Paolo: Palmeiras, Corinthians, San Paolo e Santos hanno emesso un comunicato congiunto dal titolo “La fine del calcio brasiliano”, in cui hanno sottolineato che gli investimenti delle aziende di scommesse rappresentano una delle principali fonti di guadagno per il calcio brasiliano. Inoltre, i club hanno evidenziato che rendere instabile questo modello rappresenterebbe un rischio, perché tutti i potenziali clienti potrebbero migrare verso il mercato illegale.
Immagine generata con IA
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