ROMA - Con la sua rielezione, ottenuta con il 51,79% dei voti contro il 48,21% di Flávio Bolsonaro, Luiz Inácio Lula da Silva ha scritto una nuova pagina della storia politica brasiliana. È diventato infatti il primo candidato dal 1985 a ribaltare al secondo turno l'esito del primo. Tuttavia, sottolinea Sbc News, questo risultato elettorale rappresenta un durissimo colpo per l'industria del gioco e delle scommesse online.

A soli nove giorni dal primo turno di votazioni del 4 ottobre, Lula ha sorpreso il settore annunciando l'intenzione di abrogare la "Legge sulle scommesse" del 2024, una normativa che lui stesso aveva approvato e che aveva dato il via al mercato regolamentato a partire dal 1° gennaio 2025. Il divieto è arrivato sotto forma di un decreto d'emergenza presidenziale, che ha imposto alle agenzie di scommesse la chiusura entro il 25 ottobre, fissando al 5 ottobre il termine per il completamento dei prelievi dai conti dei giocatori.

Nonostante la stretta presidenziale, il futuro del settore non è ancora del tutto segnato, poiché il destino del decreto rimane legato al Congresso. Le recenti elezioni parlamentari hanno visto il Partito Liberale rafforzare la propria presenza, raggiungendo 121 deputati e 29 senatori. Sebbene l'opposizione e lo stesso Flávio Bolsonaro non abbiano mai espresso un aperto sostegno al gioco, all'interno del Congresso le posizioni favorevoli alla regolamentazione e al mondo imprenditoriale sono nettamente più diffuse rispetto al governo federale. Di conseguenza, il rigetto o la modifica della misura di Lula da parte dei parlamentari resta una possibilità concreta.

Un'altra importante via di salvezza per gli operatori risiede nella Corte Suprema, dove il giudice Luiz Fux potrebbe annullare il provvedimento provvisorio. Secondo la società di consulenza strategica Regulus Partners, un'eventuale decisione favorevole della Corte non ripristinerebbe automaticamente le licenze revocate, ma bloccherebbe il divieto sul nascere, consentendo di elaborare un nuovo quadro normativo. Al contrario, se il divieto dovesse reggere, si aprirebbe uno stallo caratterizzato da una complessa e prolungata battaglia legale. Un rischio enorme per il comparto risiede inoltre nelle possibili azioni risarcitorie promosse dagli alleati di Lula per conto dei giocatori per le perdite subite, uno scenario che finirebbe per seppellire definitivamente il settore.

Nel complesso, il mercato delle scommesse in Brasile si trova in un limbo e ne uscirà profondamente trasformato. Molti analisti prevedono una potenziale riapertura futura per le sole scommesse sportive, a fronte di un bando definitivo per i casinò online, considerati socialmente più pericolosi per l'alto tasso di dipendenza che generano. Nel frattempo, ad essere penalizzati sono anche gli investimenti esteri: colossi internazionali del calibro di Flutter Entertainment, Kaizen Gaming, Super Technologies, Entain e bet365, che negli ultimi due anni avevano investito somme ingenti e assunto personale sul territorio brasiliano, si trovano ora ad affrontare un clima di enorme incertezza.

Resta infine da capire se la posizione di Lula rimarrà rigida o se lascerà spazio al pragmatismo. Già nel 2025 il suo governo aveva subito uno scacco politico tentando senza successo di raddoppiare le tasse sul gioco senza trovare la sponda del Parlamento. Oggi, un proibizionismo totale rischierebbe di far sorgere contenziosi milionari e di mettere il governo in contrasto con settori economici chiave che beneficiano delle sponsorizzazioni, come il calcio, i media e la tecnologia.

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