ROMA – “Con il mancato riordino del gioco fisico, è necessario arrivare il prima possibile a dei provvedimenti per garantire la continuità della filiera del settore retail e continuare il monitoraggio del gioco problematico a livello territoriale. Necessarie proroghe tecniche senza aggravi fiscali e riequilibrare la tassazione”. Queste le parole di Renato Loiero, consigliere economico della Presidenza del Consiglio, durante il Forum Acadi 2026, in corso a Roma.

“Nel gioco pubblico – ha continuato – lo Stato è regolatore, concessore e incassatore di gettito erariale e può trovarsi quindi a gestire interessi a volte in contrasto, finendo per non agire se entrano in contrasto lotta al gioco illegale, tutela della salute e tutela del gettito fiscale. La riforma del gioco online è stata una buona riforma che ha avuto buoni apprezzamenti del settore. Resta il tema della rete fisica, che paga un calo della raccolta, della spesa e del gettito fiscale”.

“L'approccio al gioco da Stato etico ha proposto soluzioni se non fallimentari comunque inefficaci. Necessario aprire un tavolo con i concessionari del gioco e con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per predisporre misure ponte che inizino a intervenire su storture e disparità territoriali nelle norme sulla rete fisica”. Questo il commento di Giorgio Mulè (Forza Italia) vicepresidente della Camera dei Deputati. “Il problema – ha aggiunto – non riguarda solo il gettito fiscale ma anche per l'occupazione e la salute. Questo tavolo di trattativa deve arrivare a misure concrete in tempi brevi in modo da essere pronti nei primi mesi del 2027. Dobbiamo avere coraggio e senso di responsabilità”.

“La riforma del gioco fisico che stava per essere approvata è bene che sia fallita, perché avrebbe creato un un oligopolio delle concessioni con grandi concentrazioni di mercato, senza risolvere le contraddizioni delle normative regionali e locali su orari e fasce orarie”, ha dichiarato Andrea De Bertoldi, deputato della Lega. “Avrebbe inoltre – ha continuato – dato una mazzata alle piccole e medie imprese del settore senza dare certezze ai nuovi investitori. Meglio una proroga di una brutta riforma. Gli operatori del gioco legale fanno comodo perché portano oltre 11 miliardi di euro di entrate fiscali nelle casse dello Stato, ma diventano scomodi quando la politica deve metterci la faccia per fare le riforme necessarie. I dati ci mostrano che i sindaci e i presidenti di Regione che hanno fatto la guerra al gioco legale sui territori non hanno ridotto la domanda di gioco e hanno solo cancellato posti di lavoro. Una proroga onerosa non è accettabile perché sarebbe un ulteriore colpo al settore e che penalizzerebbe anche le entrate fiscali nel lungo periodo. La politica abbia il coraggio di metterci la faccia per tutelare un presidio di legalità”.

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