ROMA – La super domenica di trotto all’Ippodromo Snai San Siro di Milano di questo 1° novembre ospitava le due prove di Gruppo 1 valide per il classico dei classici del Gran Premio delle Nazioni – Elite U.E.T., abbinato al trofeo intitolato all’indimenticato Edoardo “Edy” Gubellini, e la Finale, dopo le due batterie del Premio Giuseppe Guzzinati, del Gran Premio Paolo e Orsino Orsi Mangelli. Per il Gruppo 2, invece, l’edizione Filly del Mangelli, e poi il Gruppo 3, con le batterie della Coppa di Milano, abbinati al Trofeo ITS Italian Trotting Sale, e la finale con il Trofeo Alessandro Ferrario.
Partiamo dal Gp delle Nazioni, con montepremi di 220mila euro, per una prova che vedeva i cavalli di 4 anni ed oltre impegnati sulla distanza di 2.100 metri. Bella vittoria di Free Time Jepson, maschio baio di 5 anni con Andrea Guzzinati in sulky, allenato da Gocciadoro e di proprietà della Scuderia Chelsea. Uno dei cavalli più importanti del trotto internazionale, figlio di Face Time Bourbon e della fattrice Titty Jepson (da Varenne), dopo la bella vittoria della batteria e della finale del 77^ Gran Premio Lotteria di Agnano di quest’anno, e i successi e gli ottimi piazzamenti sulla pista di Vincennes in Francia e nelle prove europee del circuito U.E.T., si è imposto rimontando alla grande in un’edizione esaltante, in cui Andrea Guzzinati lo ha lanciato come a Napoli in progressione fantastica, e in retta è piombato su Falco Killer Gar e lo ha sorvolato negli ultimi metri per emergere a media di 1.11.4. Un’annata fantastica per Free Time Jepson ed addirittura indimenticabile per il driver torinese. E anche qui, come nel Mangelli Filly, c’è lo zampino di Alessandro Gocciadoro come allenatore: d’altronde le doti dell’uomo di Noceto sono conosciute e apprezzate in tutta Europa. Falco Killer Gar ha corso alla grande: Roberto Vecchione lo ha impiegato in una tattica garibaldina, anticipando nella risalita Go On Boy: Falco Killer è entrato in retta con un vantaggio importante, ma le fatiche di un percorso arrembante si sono fatte sentire e negli ultimi metri è calato, subendo la rimonta del vincitore. Edgar Saba ha chiuso al terzo posto, confermando le ultime prestazioni brillanti. Go On Boy (premiato nel pomeriggio come vincitore del circuito U.E.T. 2026), si è dovuto sobbarcare un percorso durissimo per linee esterne, e ai 400 metri finali ha alzato bandiera bianca.
A chiudere la riunione la finale del Gran Premio Paolo e Orsino Orsi Mangelli, seconda prova di Gruppo 1 con montepremi di 256.300 euro, oltre alle due batterie per il Premio Vittorio Guzzinati, di 22mila euro ciascuna. Facciamo un passo indietro proprio dalle batterie con i cavalli di 3 anni impegnati sui 1.600 metri, che svelavano i dieci partenti della finalissima. Nella prima batteria Il Trio Jet aveva sfruttato le sue doti di partitore per difendere la pole position: spendeva un 27.5 per il primo quarto ma rientrava a Indianfire WF (che si accodava secondo) e a Italo SSG, che invece restava allo scoperto e si limitava a scortare il battistrada: Il Trio così gestiva il ritmo e poi in retta allungava sicuro per vincere a media di 1.12.4. Ottima impressione, finendo in spinta. Ischia Joy dalla seconda pariglia in scia a Italo SSG vinceva la volata per il secondo posto sull’appostato Indianfire WF, mentre Iang AS per varchi chiudeva quarto su Italo SSG, ancora in quota malgrado il percorso dispendioso. Subito di galoppo al via l’atteso Iambellesi TQ. Molto combattuta anche la seconda batteria, e non poteva essere altrimenti, vista la presenza di Ideal Turdance: il mastino da El Ideal era protagonista dell’ennesimo percorso arrembante all’esterno con il quale induceva alla resa appena in retta il battistrada Illinois Best, ma anche oggi trovava un rivale in grado di batterlo: il ruolo di “giustiziere” toccava a Ippopotamo TQ con una pennellata di Enrico Bellei, che proprio in zona traguardo metteva il collare al rivale a media di 1.12.2. Ilias D’Arc con poco spazio per sprintare chiudeva terzo a ridosso, con Iceberg BI e Incanto Three che conquistavano il pass per la finale. In errore a metà percorso Iceberg LP, costretto a percorso impossibile.
Il bel gruppo di partenti della finale era di altissima qualità con il tentativo dell’unica femmina al via, Ischia Joy sembrava azzardato, ma la portacolori di Jean-Pierre Barjon (che della figlia di Mister J.P. è anche allevatore), si è confermata una cavalla in crescita esponenziale. Di più: il successo in questa prova ha confermato che si tratta di una campionessa autentica. Merito del suo allenatore Erik Bondo, che si sta facendo apprezzare anche sulle piste francesi, e merito di Francesco Facci, che con il trainer danese forma un sodalizio che sta raccogliendo successi e soddisfazioni. La bordata con cui Ischia Joy ha costretto alla resa Il Trio Jet resterà impressa nella memoria degli appassionati: Il Trio Jet, passato al comando dopo aver scambiato la posizione con l’alleato Ilias D’Arc, provava coraggiosamente a replicare all’attacco violentissimo della vincitrice: il portacolori di Stefano Bondi in retta sembrava pure riuscire nella difesa, ma nei metri finali la rivale è tornata inesorabile, passando nettamente. Ilias D’Arc ha concluso al terzo posto, Iang As e Ideal Turdance hanno completato il marcatore.
La prima corsa importante ad essere scesa in pista Gruppo 2 sul miglio per le sole femmine di 3 anni come 5^ corsa della giornata valida per il Gp Orsi Mangelli Filly che il sorteggio prima della partenza aveva mischiato le carte rendendo aperto il pronostico e soprattutto il discorso vittoria, anche perché orfana di Ischia Joy vincitrice delle Oaks che, invece, partecipava poco prima ad una delle batterie dell’Orsi Mangelli e poi vinceva, come sopraccitato, la finalissima in chiusura di riunione. Alla fin fine la spuntava Ingrid Am, figlia di El Ideal e madre Connemara As allenata da Gocciadoro e oggi guidata magistralmente da Antonio Di Nardo, che si prendeva meritatamente lo scettro di “reginetta”. Neppure il numero in seconda fila frenava la grande voglia di vincere della portacolori della signora Anna Zappella. Decisiva, infatti, la mossa del top driver campano Di Nardo, che dalla seconda fila ha dirottato la sua allieva sulle prime posizioni per sfilare dopo 600 metri veloci sulla compagna di allenamento Impressive Gio: da lì la figlia di El Ideal ha inscenato una difesa grintosa della leadership, con un allungo in retta che l’ha messa fuori dalla portata delle rivali a media di 1.12.9. Una splendida conferma per una cavalla che da sempre è ai vertici della generazione femminile, a tutto merito del suo allenatore Alessandro Gocciadoro. I Love America, al termine di un percorso allo scoperto, ha chiuso in maniera splendida al secondo posto, battendo l’appostata Impressive Gio arrivata terza, mentre a centro pista finiva forte Idra Pal Bar chiudendo al quarto posto. Quinta, ma dopo percorso impossibile, Ice Killer Gar.
La penultima corsa sulle otto della super domenica di trotto all’Ippodromo Snai San Siro di Milano era la finale della Coppa di Milano abbinata al Trofeo Alessandro Ferrario, sfortunato giornalista ippico, editore e videomaker del sito Vendopuledri.it, scomparso nel luglio del 2019 all'età di 54 anni al Maneggio Ricci a Boara Pisani, in provincia di Padova, a causa delle conseguenze di un violento urto con una giovane puledra trottatrice. All’atto finale gli otto partenti scaturiti dai primi quattro classificati nelle rispettive due batterie di questo Gruppo 3 sul miglio per i cavalli di 4 anni ed oltre: nella 1^ batteria si erano imposti Global Agreement, come primo, e poi a seguire Enjoy PI, Firmamento ST e Filly Mail; nella 2^ batteria, invece, qualificata come prima Dana EK, con Fiorano secondo, Francesco Grif terzo e l’ultimo posto disponibile conquistato da Cienfuegos Laumar. E proprio Cienfuegos Laumar a fruste alzate che vinceva la Finale della Coppa di Milano. Con il ritiro di Dana Ek, Fiorano non trovava opposizione nella lotta per il comando, andava via a tutto gas (km in 1.10.6) per far pesare il percorso esterno a Global Agreement: il piano tattico di Roberto Vecchione sembrava vincente, perché il gran ritmo tagliava le gambe allo svedese di Alessandro Gocciadoro, ma in zona traguardo a mettere tutti d’accordo era Cienfuegos Laumar, autore di un gran finale con una “magata” di Enrico Bellei, a media di 1.11.1. Vittoria a sorpresa, ma meritata, per un cavallo che tante volte si è dovuto costruire la corsa e che stavolta si è “esaltato” sul ritmo indiavolato prodotto dai rivali. Per Roberto Vecchione un’altra sconfitta bruciante dopo quella patita nel Nazioni con Falco Killer Gar, ma almeno il suo allievo ha salvato il secondo posto da Firmamento St.
Foto Ippodromo Snai San Siro
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