ROMA - “Trasformare un elemento conosciuto e popolare in un racconto contemporaneo, capace di restituire il valore culturale di un gioco con 500 anni di storia”. E’ l’obiettivo perseguito dal team di Brighstar Italia, che ha lavorato intorno alla Smorfia, un patrimonio narrativo profondamente legato alla storia del gioco e alla tradizione napoletana. Lo ha raccontato Laura Feliziani, Head of Consumer marketing&Communication di Brighstar Italia, nel corso dell’inaugurazione della nuova sala estrazionale, ieri sera a Milano. “Vogliamo fare in modo che diventi veramente il patrimonio del gioco del Lotto. Come abbiamo fatto? Abbiamo deciso di lavorare su due livelli. Il livello dell'illustrazione, dell'iconografia, quindi delle immagini che fossero autentiche e differenziate rispetto a tutte quelle che si trovano in giro, e poi soprattutto con un patrimonio editoriale di racconto che è unico. Unico perché nasce proprio dalla tradizione di Napoli. Dopo un lavoro di analisi delle fonti e di ricerca delle informazioni sull'abbinamento dei numeri alle figure, abbiamo deciso di confrontarci con chi questa tradizione la va tramandando da anni e anni: con i ricevitori di Napoli. Così abbiamo trovato i novanta numeri delle ricevitorie di Napoli”. Anche la ricerca è dietro al lavoro sulla Smorfia: “Abbiamo aggiunto il lavoro di un professore, Luigi Mercato, che è un archeologo e studioso di storia antica, appassionato di Napoli, studioso e divulgatore delle tradizioni di Napoli e del Lotto in particolare, affiancando un racconto visivo. Per quest’ultimo ci siamo ispirati a due mondi: uno dei primi poster futuristi della pubblicità, perché comunque era un linguaggio che avvicinava le persone, immediato, comprensibile, in tono caldo. E poi, ovviamente dall'altro lato, al racconto dei sogni del Lotto. Abbiamo lavorato con i colori del blu e dell'arancio, i colori del Lotto, ma la cosa più importante è che abbiamo cercato di trasferire le emozioni attraverso un simbolo. Quindi il caffè non è il caffè, ma il profumo del caffè che traspare anche dall'immagine. Anche la musica è un'emozione, che si vede nel volto del ragazzo che ascolta la musica”. Ai partecipanti alla serata è stato distribuito un libro sulla Smorfia, anche se il progetto è ancora in progress: “Questa non è la versione definitiva, si chiama "progetto editoriale", tecnicamente, non è in vendita. Ma siamo contenti di essere riusciti a portarlo questa sera. È un libro che ci porta in un mondo, perché ogni numero, ogni immagine non è un racconto sterile e fine a se stesso, ma ha una voce. E attraverso le diverse angolazioni raccontiamo il numero. C'è il significato, ovviamente, da leggere nelle storie, ma ci sono anche i fatti della vita, gli oggetti che possono ricordare quel numero. Ci sono le emozioni. Se hai sognato il caffè, che emozioni hai provato? Sono storie che vogliamo far vivere anche sul digitale, parlando un linguaggio che sia attuale, pur nella tradizione, per innescare quello che chiamiamo racconto circolare. Parte dalle ricevitorie e si appoggia alle radici di questo gioco, però si propaga su tutti gli altri mezzi che sono più facilmente rintracciabili e in un linguaggio che è più giovane”, ha concluso Feliziani.

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