ROMA - Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso con cui operatori e associazioni del settore gioco chiedevano di consentire l'uso dei pagamenti elettronici tramite Pos nelle sale Videolotteries (Vlt). Secondo i giudici della Quarta Sezione Ter, infatti, spetta unicamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli “valutare se sussistano i presupposti per avviare una riforma delle regole tecniche del settore”.
La decisione fa riferimento al ricorso presentato lo scorso 5 marzo da varie realtà del comparto del gioco pubblico per superare il Decreto Direttoriale del 2017, che ad oggi limita le giocate alle Vlt al solo uso di contanti o di ticket acquistati in contanti. I soggetti promotori dell'azione legale contestavano il "silenzio-inadempimento" dell'amministrazione, richiamando l'obbligo generale di accettazione dei pagamenti elettronici introdotto dal Decreto Crescita 2.0 (D.L. 179/2012) e ricordando che la moneta elettronica era già stata sdoganata sia per le cartelle del Bingo (nel 2022) sia per i Gratta e Vinci (nel 2023).
Tuttavia, il collegio ha respinto il ricorso, sottolineando l'ampia discrezionalità che guida l'azione regolatoria dell'Agenzia. Secondo i giudici, l'attività di Adm si esprime mediante "atti a contenuto generale" ed è "incoercibile". Pertanto, spetta unicamente all'Amministrazione valutare l'opportunità di avviare riforme di settore. Di fronte a tali valutazioni, i soggetti privati rivestono una posizione di "mera aspettativa non qualificata", che rende "l'inerzia dell'ente insindacabile in sede di giudizio amministrativo".
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