ROMA - L'ipotesi di una tassa europea sul gioco online ritorna nel dibattito del Parlamento Europeo nella seduta del 7 ottobre, durante la discussione sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Il vicepresidente dell'Europarlamento Victor Negrescu del gruppo dei Socialisti e Democratici (uno dei primi a lanciare l'ipotesi la scorsa primavera) propone, si legge nei resoconti, "un prelievo europeo sul gioco d'azzardo e sulle scommesse online, unitamente alla lotta contro il gioco d'azzardo illegale, che possa generare miliardi di euro da destinare, in particolare, all'istruzione, alla sanità e ai servizi per i giovani". Sulla stessa linea la sua collega di gruppo, Sandra Gomez Lopez, che sottolinea come l'Unione Europea debba avere a disposizione più risorse e per farlo può ricorrere "alla tassa digitale, al gioco online o al paniere di beni e servizi della Commissione Europea". Una posizione condivisa anche da Rasmus Andresen dei Verdi, secondo cui "le giovani generazioni, le persone che dipendono dai programmi di assistenza sociale o gli agricoltori" non devono pagare "il conto del bilancio" ed è necessario che contribuiscano maggiormente "le aziende digitali, l'industria del gioco e i fornitori di scommesse".

La discussione si inserisce nel dibattito più ampio fra chi vuole aumentare le risorse a bilancio dell'Unione Europea e chi invece punta dei tagli. Da ricordare che, per essere effettivamente approvata, una tassa europea sul gioco online avrebbe bisogno del via libera di tutti gli Stati membri, ipotesi al momento improbabile, vista l'opposizione manifestata da diversi Paesi, tra cui Malta.

Foto credits: Flickr - CC BY 2.0

Agipronews è anche su Whatsapp! Iscriviti al canale per rimanere sempre aggiornato, cliccando qui: https://whatsapp.com/channel/0029VbBR2Gx23n3m47K2xS1S