ROMA - Una nuova sentenza del Consiglio di Stato torna sulle regole per i Punti vendita ricariche (Pvr), confermando che la disciplina non poteva essere applicata ai concessionari del gioco online in proroga tecnica prima dell’assegnazione delle nuove concessioni. Palazzo Spada ha respinto l’appello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando lo stop all’applicazione immediata già disposto dal Tar Lazio. L’applicazione anticipata delle nuove disposizioni avrebbe potuto incidere sulla rete di vendita prima della conclusione della gara, compromettendo la stabilità dei rapporti in essere e il legittimo affidamento degli operatori.
Il Collegio ha però confermato la legittimità dell’impianto del decreto legislativo 41/2024, compresi il limite di 100 euro settimanali per le ricariche e il divieto di prelievo presso i Pvr. La misura è finalizzata a “tutelare i soggetti più vulnerabili e prevenire i disturbi da gioco d’azzardo e il gioco minorile”.
La sentenza richiama inoltre le precedenti pronunce sull’illegittimità dell’esclusione generalizzata di internet point e circoli privati dall’attività di ricarica, precisando che tali profili non comportano l’annullamento complessivo della determina Adm.
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