ROMA - “Ciò che distingue il gioco pubblico in Italia dal gioco d’azzardo non autorizzato sono le regole, le certezze, la sicurezza e la fiducia. Noi vogliamo creare un ambiente in cui il sistema del concessionario sia interamente certificato, in cui andiamo a certificare anche il colloquio fra i diversi “pezzi” del sistema in cui andiamo ad individuare eventuali “bug”, ma anche eventuali responsabilità, perché se noi vogliamo garantire un gioco sicuro, dobbiamo avere prima di tutto la certezza che tutto sia responsabile e corrispondente alle regole”. Lo ha detto Antonio Giuliani, direttore dell’ufficio online e scommesse durante l’Sbc Summit di Lisbona. Il dirigente ha partecipato a un “regulatory meetup” con l’avvocato Quirino Mancini e il direttore di Agipronews, Nicola Tani. “Ai concessionari è stato chiesto fin dall'inizio un investimento importante. I 46 operatori hanno dovuto spendere 7 milioni di euro per l'acquisizione dei ciascuna concessione. Stiamo chiedendo investimenti sui sistemi e per il gioco responsabile. Quindi, è chiaro che affrontare fin da subito, una sfida tecnologica così importante, è un cambio totale di visione rispetto al passato. Io vengo dagli apparecchi da intrattenimento, questo settore in Italia era ed è tuttora regolamentato in un modo veramente preciso. Il gioco a distanza no, il gioco a distanza era totalmente alieno da questa regolamentazione”. Adm, ha detto Giuliani, ha avvertito “un’incapacità o impossibilità a volte di avere il pieno controllo dei sistemi di gioco. Che in un gioco online, tecnologicamente così avanzato, tutti i movimenti dei conti di gioco, fossero meramente dichiarativi era una cosa che non poteva essere più accettata. I concessionari hanno avuto un primo momento di resistenza, però posso dire che in questo momento sono loro stessi ad aver compreso che la sfida è importante per tutti, perché potrebbero avere davanti 8 anni di concessione in cui riescono loro e anche noi ad avere un pieno controllo”. Il giocatore che accusa il concessionario di trucchi e truffe “non deve trovare più spazio”, ha aggiunto, non perché non sia il suo diritto, ma perché i concessionari devono avere la possibilità di dimostrare senza alcun problema che il sistema è sicuro: “Lo puoi fare solamente con un investimento forte e in questo momento sulle certificazioni. La scadenza è vicinissima. E’ importante che tutti sappiano che il 13 novembre (scadenza per la completa certificazione dei sistemi di gioco online, ndr) è dietro l'angolo ed è importante per il settore”.
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