Attualità e Politica
20/03/2026 | 09:52
20/03/2026 | 09:52
ROMA - “Gli operatori multichannel realizzano attraverso i Punti vendita ricariche (Pvr) tra il 35% e il 65% delle transazioni sui conti di gioco. Dunque, circa metà del denaro impiegato per alimentare i conti di gioco è in contanti. La conseguenza è che l’impatto delle nuove normative - con le restrizioni previste - è forte. Non dimentichiamo che i prelievi sono stati addirittura proibiti”. Lo ha detto Marco Castaldo, Ceo di Microgame, nel corso del convegno su Pagamenti digitali e igaming che si è tenuto a Enada 2026, illustrando gli effetti delle nuove regole online sul settore della multicanalità. Cosa fare dunque? “Servono decisioni strategiche – ha affermato Castaldo - scegliendo quali mezzi di pagamento utilizzare per sostituire il cash. E su quale scala, visto che parliamo di migliaia di giocatori e punti vendita? Non solo: c’è un evidente aggravio dei costi sull’attività. Il cash è sostanzialmente gratuito, i mezzi di pagamento aggiungono ben oltre l’1% ai costi. Il cambiamento sarà reale”. Gli operatori sono preoccupati: “Il comportamento dei giocatori è incerto e diversi segmenti potranno richiedere soluzioni diverse. Ad esempio, numerosi giocatori potrebbero non volere essere costretti ad aprire un wallet specifico. Dobbiamo aspettare, gli strumenti alternativi non sono ancora in campo. L’obbligo scatterà a maggio e gli operatori attendono “l’ora X” per evitare di dare vantaggi a chi continua a utilizzare i pagamenti in contanti. Pochi sono davvero pronti, mi sembra di poter dire. Anche perché non basta adottare soltanto un sistema di pagamento: occorrono diverse opzioni sia a circuito completo (con ricarica e prelievo) che dedicate alle ricariche. Tante sono le alternative e dipendono da diverse variabili, anche relative al singolo territorio: vedremo le scelte da fare quando sarà il momento”. Quali sono le differenze di politica tra retail e online per un operatore? “L’omnicanalità spinge l’operatore a presidiare più momenti di consumo, consentendo di fidelizzare meglio il cliente. Trasformare il Pvr in un collaboratore di un istituto finanziario ci può stare, ma questo non ci porta verso la multicanalità, anzi rischia di disaccoppiare la rete dall'attività accessoria al gioco. Dobbiamo chiederci quale valore potrà aggiungere il Pvr dopo questa ipotetica trasformazione. Per me la rete deve mantenere un ruolo strategico in questo senso, contribuendo all’esperienza del giocatore. Nel futuro del Pvr non sembra esserci questa attività. Lo scenario paradossale è che ci sia omnicanalità nei pagamenti invece che nel gioco”. La formazione sarà un elemento fondamentale, ha aggiunto. “La sfida è logistica: una volta selezionato un mezzo di pagamento, dobbiamo renderlo operativo su larga scala e non solo. Il punto vendita, non dimentichiamolo, deve accettare di assumersi le relative responsabilità. Potrebbero non essere tutti d’accordo e sarà necessaria una strategia mirata, basata sui clienti, scegliendo soluzioni diverse per situazioni differenti. Quali investimenti in tecnologia sono necessari per garantire la compliance? “Microgame ha fatto un massiccio investimento in una nuova piattaforma, che comprende moduli analitici basati sull’IA per rilevare anomalie nei comportamenti dei giocatori. Così l’operatore potrà tenere sotto controllo quei parametri necessari sia al fine dei controlli antiriciclaggio sia in chiave di gioco sostenibile. In generale, si stanno calando sul settore online dei vincoli sempre più complessi ed è una sfida che si deve vincere anche con la tecnologia, altrimenti la gestione del concessionario diventa critica secondo me”. Daniele Tagliarini, consulente Aircash, una nuova piattaforma presente sul mercato italiano, ha evidenziato che “La ricarica è un ponte tra fisico e online, la società che offre i servizi di pagamento ormai fornisce anche infrastruttura di compliance e governance. I concessionari devono instaurare partnership efficienti con le piattaforme di pagamento. Il nostro referente ora è anche Bankitalia, non solo Adm. Ciò ha impatto su monitoraggio e adeguata verifica. C’è un attore in più nella filiera: la piattaforma di pagamenti. Il giocatore, poi, vuole transazioni chiuse in pochi secondi. Operatori e piattaforme devono creare un ecosistema complesso, ma al contempo offrire certezze ai giocatori. Il contante può entrare in un sistema regolamentato, così da cancellare la demonizzazione del cash. La tecnologia è uno strumento per centrare obiettivi di compliance, mai un costo, semmai un investimento.” Francesco Crudo, esperto in digital payments, ha ricordato che “l’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) ha verificato che uno dei settori a maggior rischio è quello degli operatori di gioco. Ora c’è una vigilanza rafforzata, si impone l’utilizzo di strumenti tracciabili per la gestione delle ricariche. La convergenza online-retail può funzionare: in Italia i pagamenti sono ormai in maggioranza digitali, lo dicono le statistiche, anche se il cash – a mio avviso - deve restare. Le sanzioni previste dal decreto di riordino online sono pesanti, come ben sanno i Pvr visitati dalla Guardia di Finanza. Ora c’è il contenzioso, che deve stabilire come finirà, ma tutto rappresenta un costo: investire in tecnologia fa parte del patrimonio aziendale”, ha concluso.
NT/Agipro
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