ROMA – Un'associazione culturale non rientra nell'elenco dei luoghi sensibili su cui applicare le distanze minime da sale da gioco e scommesse. Lo ha evidenziato il Tar dell'Emila-Romagna in un'ordinanza con cui ha respinto la domanda cautelare di un'associazione culturale di Bologna contro le licenze per le scommesse e le Video Lottery rilasciate dalla Questura, ad aprile, ad una sala nel territorio comunale. L'attività resta quindi aperta regolarmente in attesa dell'udienza di merito nella causa amministrativa.

Secondo i giudici amministrativi, si legge nell'ordinanza, al momento del rilascio, da parte della Questura, “delle licenze di pubblica sicurezza la sede dell’associazione ricorrente non era (né lo è ora) ricompresa tra i luoghi sensibili”, secondo quanto stabilito dalla legge regionale di contrasto al gioco patologico. Il Tribunale sottolinea inoltre come spetti “unicamente ai Comuni” il periodico aggiornamento della mappatura delle distanze dai luoghi sensibili.

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