ROMA - L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) ha trasmesso ai concessionari del gioco online il 'Documento programmatico per le campagne informative e le iniziative di comunicazione responsabile 2026', elaborato dalla Commissione governativa istituita presso la Presidenza del Consiglio. Tra le principali indicazioni, la spesa per la distribuzione a pagamento sui social media e sui canali digitali non potrà superare il 35% del budget complessivo di ciascuna campagna. La pianificazione dovrà inoltre garantire un'adeguata presenza sui mezzi di comunicazione generalisti, tra cui televisione, radio e stampa.
Il documento dà attuazione al decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, che nell’ambito del riordino del settore prevede per i concessionari online l'obbligo di destinare ogni anno lo 0,2% dei ricavi netti, fino a un massimo di un milione di euro, a campagne informative e iniziative di comunicazione responsabile. Come precisato da Adm, le indicazioni riguardano le annualità della concessione già trascorse, compreso il 2025, quella corrente e il 2027. Trasmesse dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio alla Direzione Giochi il 30 settembre, le indicazioni hanno validità annuale e resteranno comunque efficaci fino all’adozione di un nuovo atto di indirizzo.
Le campagne avranno una funzione preventiva ed educativa e dovranno promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi legati a un utilizzo non equilibrato del gioco, favorendo comportamenti informati e responsabili. I temi individuati sono quattro: gestione finanziaria e rischi economici, dipendenza da gioco, potenzialità e limiti degli strumenti di protezione e pericoli dell’offerta illegale. I messaggi dovranno avere finalità esclusivamente informative ed educative, senza promuovere direttamente o indirettamente il gioco, nel rispetto del divieto previsto dal Decreto Dignità.
Sul fronte economico, le iniziative dovranno chiarire che il gioco non è una fonte di reddito né un investimento, contrastando le false aspettative di vincita e la convinzione di poter recuperare le perdite. Spazio anche al riconoscimento dei segnali di gioco problematico, come l’aumento della frequenza delle giocate e la difficoltà a interromperle, e alla diffusione della conoscenza degli strumenti di tutela, tra cui limiti di spesa, autolimitazione e autoesclusione. Queste misure possono contribuire a ridurre l’esposizione al rischio, ma non eliminano la possibilità di conseguenze negative.
Un ulteriore ambito riguarderà il gioco illegale, con particolare attenzione all’assenza di garanzie sui pagamenti e sulla protezione dei dati, alla mancanza di strumenti di controllo e ai possibili collegamenti con attività criminali. Per raggiungere un pubblico ampio e differenziato, la Commissione raccomanda un linguaggio semplice, chiaro e concreto, basato su dati oggettivi e con un’impostazione rigorosamente informativa.
Per quanto riguarda la pianificazione, oltre a limitare al 35% del budget gli investimenti a pagamento sui social e sui canali digitali, il documento raccomanda di evitare una concentrazione prevalente su mezzi caratterizzati da profilazione algoritmica o modalità di fruizione altamente personalizzate. Resta possibile utilizzare gli stessi canali per diffondere contenuti informativi non sponsorizzati.
Il documento richiama anche la delibera Agcom 200/26/CONS, che integra le linee guida per le campagne contro i disturbi da gioco d’azzardo e definisce criteri relativi ai destinatari, ai riferimenti a marchi e operatori e all’impiego di testimonial e influencer.
I concessionari dovranno infine trasmettere ogni anno al Dipartimento per l’informazione e l’editoria e all’Adm una documentazione analitica delle iniziative realizzate. Oltre alla spesa sostenuta, dovranno essere indicati i risultati in termini di diffusione dei messaggi, attraverso metriche quali contatti lordi e netti, ove disponibili, impression e tasso di conversione. I dati serviranno a valutare l’efficacia delle campagne e a predisporre il documento programmatico per l’anno successivo.
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