ROMA - “Ci vuole maggior impegno per informare ed educare perché la tutela del minore non è un gioco”, così Massimiliano Capitanio, commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), commenta - in un post su LinkedIn - i risultati dell’indagine nazionale “Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0” dell’Istituto Superiore di Sanità.
Secondo l’indagine, infatti, il 10,6% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni e il 22,1% di quelli tra i 14 e i 17 anni praticano attività legate al gioco d’azzardo.
“Ancor più significativo - dichiara Capitanio - il numero dei minori, circa 340.000, che manifestano un comportamento di gioco d'azzardo a rischio o problematico spesso associato a impulsività e aggressività elevate, difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi. I comportamenti problematici, come effetto del gioco d’azzardo, risultano più frequenti tra chi gioca solo online (20%) rispetto a chi preferisce i luoghi fisici (13,7%)”.
Altri dati sulla sempre maggiore familiarità dei più giovani con le piattaforme digitali arrivano dall'edizione 2026 dell'Indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti, realizzata da Laboratorio Adolescenza e dall'Istituto di ricerca Iard, con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria (Sip). Nello specifico, i dati evidenziano che il 27% degli adolescenti italiani ha avuto una o più esperienze di gioco online.
Alla luce di queste considerazioni, il Commissario Agcom invita ad andare oltre il semplice divieto di gioco tra i minori, incrementando invece l'informazione sul settore e la formazione tra le famiglie e le scuole.
Foto Credits: Wikimedia Commons - CC BY-SA 4.0
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