Piazza di Siena
28/05/2026 | 13:42
28/05/2026 | 13:42
ROMA - “Per me giocare a Piazza di Siena vale doppio. Primo, perché ho partecipato a tutte le edizioni di Piazza di Siena e sono stato, con la Federazione Italiana Sport Equestri, uno dei promotori per riportare il polo all’interno di questo evento meraviglioso. Il fatto che oggi sia diventata anche l’occasione per disputare il primo Europeo di Arena Polo della storia è per me ancora più un onore e una gioia. Poi – prosegue Giansanti - entra in gioco la parte sportiva e, visto che io sono il ‘vecchio’ capitano, cerco di mantenere la calma, ma sale l’adrenalina e la voglia di arrivare a un risultato che possa rendere contenti tutti”. Stefano Giansanti, storico capitano della nazionale italiana di polo, è pronto alla sfida di questa sera alle 21.30 contro la Svizzera nella prima edizione del FIP Arena Polo European Championship – U.S. Polo Assn. Trophy, un momento storico che integra la competizione all’interno del programma di Piazza di Siena, con l’ambizione di diventare fin da subito un appuntamento di riferimento nel calendario europeo.
I riflettori del Galoppatoio si accenderanno per l’esordio azzurro, in una delle poche occasioni per poter tifare Italia in questo periodo. “Noi abbiamo beneficiato dell’anno d’oro 2021, in cui l’Italia ha vinto in tanti sport, penso anche alle freccette. In quell’anno abbiamo vinto l’Europeo maschile e femminile sull’erba, che è stata un’occasione eccezionale. Da lì abbiamo intrapreso un percorso come nazionale molto importante, perché siamo l’unica squadra che si è qualificata per tutte le fasi finali. Siamo andati a giocare due volte negli Stati Uniti, in Polonia, in Germania, in Francia e siamo sempre arrivati tra i primi, ma non abbiamo mai vinto un trofeo: sarebbe un sogno farlo qui in casa”, ha sottolineato Giansanti, consapevole anche della responsabilità aggiuntiva, visto che all’esordio della competizione tra Francia e Inghilterra le tribune erano piene. “Questa sera speriamo che il tifo sia ancora più forte, servirà perché il livello è molto alto e alla fine qualsiasi dettaglio può fare la differenza”.
Per Giansanti la passione per il polo è arrivata tardi, ma in modo travolgente. “Ho iniziato a giocare abbastanza tardi, a quasi 28 anni. Ero andato a vedere una manifestazione e l’ho trovato uno sport meraviglioso. Ho iniziato a prendere lezioni ed è nata una grande passione, perché è uno sport super emozionante che unisce diverse discipline. Richiama il rugby perché è uno sport di contatto, è uno sport equestre - e per chi ama i cavalli e la natura è il massimo - ma è anche uno sport di squadra, con tutte le dinamiche che ne conseguono, sempre partendo dall’amore per il cavallo. Il tutto a grandissima velocità. Devi quindi prepararti molto bene fisicamente, ma ti trasmette emozioni incredibili”.
Il capitano della Nazionale di polo è anche un grande tifoso della Roma. “Come ho vissuto la qualificazione in Champions all’ultimo momento dei giallorossi? È stata una cosa incredibile. Da tifoso, ero un po’ diffidente nei confronti di Gasperini per il suo trascorso juventino e atalantino, ma la professionalità paga sempre nello sport e lui è riuscito a conquistare il popolo romanista. Quando hai un tecnico che è riuscito a fare quello che ha fatto lui, tanto di cappello. Finalmente siamo tornati in Champions”, ha detto sorridendo Giansanti, che ha anche spiegato l’importanza di un grande tecnico anche nel suo sport, proprio come nel calcio.
“Anche nel polo il tecnico conta moltissimo, perché deve gestire la squadra ma anche coordinare l’aspetto dei cavalli. Quando giochi non ti rendi conto delle dinamiche e quindi è necessario qualcuno da fuori che ti dica: ‘Devi marcare di più quello, devi giocare in un’altra maniera’. Credo sia un ruolo centrale. Siamo molto fortunati perché fino all’anno scorso abbiamo avuto Franco Piazza e da quest’anno Vittorio Cutinelli, due giocatori che hanno fatto la storia del polo italiano. Hanno una tradizione lunghissima e quell’autorità che permette di far rispettare i valori all’interno della squadra. Per me questo è fondamentale. Io, da capitano, magari non sarò il giocatore più forte, ma porto all’interno della squadra i valori. Prima di tutto viene il gruppo, poi le logiche di squadra e, quando competiamo per la nazionale, c’è l’orgoglio di rappresentare l’Italia e tutti gli sportivi del nostro Paese. A questo teniamo particolarmente. Tra l’altro, dal 2021, l’impegno con la federazione è proprio quello di coinvolgere sempre più giovani italiani: in ogni competizione portiamo un nuovo ragazzo, affinché possa entrare a far parte della nazionale, che è qualcosa di diverso rispetto a quando giochiamo per i nostri club”, ha aggiunto Giansanti.
La Roma, in questo finale di stagione, ha avuto Malen come punta di diamante e Dybala che, nelle ultime partite, ha riacceso un po’ la luce. Ma anche nella Nazionale di polo ci sono giocatori che possono fare la differenza. “Noi abbiamo un membro stabile della nazionale che credo possa far fare il salto di qualità: Giordano Magini. Spero che sia arrivato il suo momento per brillare e aiutarci a conquistare un trofeo, perché la verità è che le vittorie nascono dai piccoli dettagli. Il campione vero è quello che sa riconoscere quel momento. Speriamo solo di non avergli messo troppa pressione addosso…”, ha concluso il capitano azzurro.
RED/Agipro
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