ROMA – Tutelare e valorizzare il patrimonio storico e culturale legato agli apparecchi storici, sempre più oggetto di iniziative espositive, museali ed educative, mantenendo un presidio di sicurezza pubblica e di prevenzione di forme elusive del gioco, attraverso condizioni stringenti e verificabili. È questo l’obiettivo che si propone di perseguire il disegno di legge presentato dalla senatrice Erika Stefani (Lega) e che va a modificare l’articolo 110 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) in materia di apparecchi da intrattenimento storici, d’epoca o di interesse culturale.
Il ddl riguarda apparecchi tra cui binati arcade, videogiochi, console, simulatori, flipper, biliardini e apparecchi elettromeccanici, la cui progettazione e produzione iniziale siano antecedenti al 31 dicembre 1999. L’obiettivo è di esentare, a determinate condizioni, tali dispositivi dagli obblighi di certificazione di conformità, nulla osta e dagli altri adempimenti previsti dall’articolo 110 per gli apparecchi senza vincita di denaro. Secondo quanto si legge nel testo, infatti, “la normativa attuale, concepita per apparecchi di produzione corrente destinati all’utilizzo commerciale, comporta oneri spesso sproporzionati o impossibili da rispettare per dispositivi storici. Questa situazione penalizza musei, associazioni culturali, collezionisti e organizzatori di eventi, esponendoli al rischio di sanzioni anche quando l’utilizzo degli apparecchi ha finalità esclusivamente culturali, educative o espositive”.
Viene specificato che la deroga sarebbe subordinate a condizioni precise, tra cui il divieto di pagamenti diretti o indiretti per ogni singola partita, assenza di premi o vincite economicamente valutabili, utilizzo limitato a alle manifestazioni previste o alle attività permanenti degli enti culturali, esclusione dell’esercizio continuativo del gioco pubblico e dalle attività di spettacolo viaggiante. Per questo, restano garantiti i controlli delle autorità di pubblica sicurezza: in caso di violazione di tali condizioni, gli apparecchi tornerebbero a essere soggetti agli obblighi amministrativi ordinari, “ferme restando le eventuali sanzioni per l’esercizio abusivo del gioco”. L’eventuale pagamento di un biglietto d’ingresso alla manifestazione o al museo non costituirebbe un corrispettivo per l’utilizzo dell’apparecchio. Il ddl non è stato ancora assegnato ad alcuna commissione.
Foto Credits Paul Hermans CC BY-SA 3.0
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