ROMA – “In un comparto regolamentato come il gioco online, dove i concessionari hanno pagato 7 milioni di euro per ottenere le concessioni, far entrare i mercati di previsione senza un'opportuna regolamentazione sarebbe distruttivo. Si rischierebbe di ripetere quanto accade con i siti di gioco online illegale, che erodono quote di mercato autorizzato”. Queste le parole di Francesca Broggi, vicepresidente di Logico (associazione che rappresenta diversi operatori online italiani e stranieri), durante un panel sui mercati di previsione a Sigma World 2026, in corso a Roma.

“Non essendo né gioco né un mercato finanziario – ha aggiunto – i mercati di previsione sono esposti a rischi di insider trading e possono attrarre un tipo di mercato che spesso è vicino o coincide con quello illegale. Il tema è se tutto questo sia sostenibile o meno. Il modello alla base potrebbe essere il futuro del settore ma non se prima non viene regolamentato con chiarezza. Non sarebbe nemmeno giusto concedere delle corsie preferenziali di regolamento di cui non possono beneficiare i concessionari del gioco”.

Ha invece un'opinione diversa sul tema Fiorentina D'Amore, CEO di Blockchain.com. “Anche le criptovalute – ha spiegato – furono difficili da collocare come tipo di prodotto da regolamentare. Non dobbiamo cercare di mettere un vestito già esistente a un prodotto nuovo, ma dobbiamo creare una nuova cornice legale adatta a qualcosa di nuovo, che è sia gioco, sia mercato finanziario. Questo potrebbe collocarlo sotto più di un'autorità di regolamentazione”. D'Amore ritiene inoltre che i mercati di previsione siano “il prodotto di ultima generazione del gaming” che, a suo giudizio, è qualcosa di veramente innovativo rispetto “alla ripetizione dei modelli tradizionali di scommesse, casinò, slot, poker e altro, in cui cambiano solo grafica e tecnologia ma non la sostanza del gioco”. I mercati di previsione, ha concluso, “piacciono molto ai giovani perché danno gratificazione immediata e possono farti sapere in breve tempo se hai vinto o no”.

Sull'argomento è intervenuto anche Alessandro Brigato, General manager di Blockchain Italia: “Abbiamo visto la crescita che c’è stata, questi volumi dovrebbero essere un’opportunità per chi è del settore, non un ostacolo – ha affermato –. Sarebbe un’opportunità ancora più grande per i concessionari, che possono integrare strumenti di prediction market, che non per i prediction market stessi che invece dovrebbero dotarsi di una concessione. Credo che una regolamentazione ad hoc sia il futuro, dobbiamo capire che i prediction market e il betting sono mercati diversi. Sono d’accordo che non si possa fare concorrenza sleale e che bisogna cooperare, ma non possiamo usare le stesse regole per tutti”.

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