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Calcio

04/12/2013 | 18:23

Calcioscommesse: pene più severe, collaborazione internazionale e una procura europea contro le frodi

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calcioscommesse pene più severe collaborazione internazionale e una procura europea contro le frodi

BRUXELLES - Serve una soluzione urgente al problema del match fixing, che coinvolga le istituzioni, le squadre e gli operatori del settore in tutta Europa: di questo si è parlato durante il convegno sul match fixing organizzato oggi al Parlamento europeo. La soluzione portata avanti dall'Ue si fonda soprattutto sulla creazione dalla procura europea, così come stabilito dall'Action Plan della commissione CRIM votato a larghissima maggioranza lo scorso ottobre dal Parlamento europeo, e dalla configurazione del reato di manipolazione sportiva, come ribadito nel corso della conferenza da Salvatore Iacolino (Ppe) relatore del Piano d'Azione. Secondo i dati forniti dall'associazione Federbet, in un arco temporale di pochi mesi, e cioè da agosto a fine novembre 2013, sono 57 gli eventi sportivi "certamente truccati" e altri 150 quelli "sospetti". Delle partite aggiustate, 51 sono incontri di calcio, di cui 3 preliminari di Champions League, 6 preliminari di Europa League, oltre a diversi incontri dei campionati di Cipro, Lituania, Lettonia, Uzbekistan, Ucraina, e un match del campionato femminile spagnolo. Gli altri eventi sportivi truccati riguardano 3 incontri di tennis, 2 della Baltic League di basket e una partita europea di volley femminile. Una vera e propria "pandemia", come l'ha definita Francesco Baranca di Federbet, "un virus che si propaga in tutta Europa e che colpisce per qualità e quantità tutti i campionati europei ed extra. Secondo noi, ormai il 10 per cento delle partite in Europa sono truccate".
Ma per una repressione davvero efficace del match fixing, osserva il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, serve una collaborazione sempre più stretta e agile tra le autorità giudiziarie che non passi necessariamente dalle rogatorie. "E bisogna inoltre intervenire sulle scommesse - spiega Di Martino - e fare in modo che ci sia la tracciabilità dei dati di chi investe somme di denaro ingenti, per poterle bloccare se sono utilizzate illecitamente". E per quelle partite in cui si concentra il maggior numero di scommesse, continua il procuratore di Cremona, "è bene che ci sia un monitoraggio tecnico dell'evento sportivo sotto osservazione", per capire se e quanti giocatori hanno comportamenti tecnici sospetti. Il fenomeno delle partite truccate, aggiunge il procuratore di Bari, Ciro Angelillis, si combatte però anche "inasprendo le pene, coinvolgendo le società sportive sul versante penale oltre che sportivo e istituendo codici etici e di condotta".
PA/Agipro

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