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Calcio

18/12/2013 | 14:42

Calcioscommesse, puntate su rigori e cartellini: vietarle non serve a sconfiggere il match fixing

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calcioscommesse puntate su rigori e cartellini vietarle non serve a sconfiggere il match fixing

ROMA - Scommesse illegali, gestite dalla criminalità che per ottenere maggiori guadagni e riciclare denaro punta anche ad alterare i risultati sportivi: un fenomeno che rispunta ancora una volta e - secondo le indagini della Procura di Cremona - interessa anche i livelli più alti del calcio italiano. Pene specifiche più severe e collaborazioni internazionali sono le soluzioni più caldeggiate per debellare il fenomeno, c'è anche chi ritiene che per bloccare i fenomeni di illegalità si dovrebbero sospendere anche alcune scommesse troppo specifiche, come quelle sui cartellini gialli o rossi, sui rigori o su chi batterà il prossimo fallo laterale. Una tesi che secondo alcuni dei principali bookmaker internazionali manca di un fondamento reale.

La gran parte del denaro utilizzato dalla reti criminali - sia per corrompere gli atleti che per puntare sugli eventi truccati - viaggia in canali totalmente illegali, inoltre anche le giocate sulle reti autorizzate su questo tipo di eventi non sono un mezzo attraente ed efficace per riciclare i soldi sporchi. "Le scommesse sui cartellini - dice Graham Sharpe, del bookmaker William Hill, sentito dalla BBC - difficilmente vanno in tripla cifra, più che altro sono giocate da 5 o 10 sterline e quando notiamo una puntata più consistente alziamo in automatico il livello di guardia". Nell'ultima gara di Champions League tra Manchester United e Shaktar Donetsk, ad esempio, "le scommesse sui cartellini gialli sono state appena 36 in totale, e rappresentano lo 0,75% del totale delle puntate prima dell'inizio della gara" fa sapere il bookmaker Victor Chandler, mentre altri operatori, come SkyBet, hanno fissato a mille sterline il limite massimo per le vincite su questo tipo di scommesse.

Le scommesse sui cartellini non sono neanche contemplate dai famigerati bookmaker asiatici, che operano con una rete di broker, raccogliendo principalmente somme elevate di denaro contante e che però giocano più sui margini offerti dalle grosse quantità: un tipo di attività che però si concentra sulle scommesse più tradizionali, come l'1X2 (magari con l'handicap) o su Under/Over (scommesse sul totale complessivo di reti in una gara) e Goal/NoGoal (l'eventualità che segnino entrambe le squadre in una partita).

Secondo Chris Eaton, ex capo della sicurezza per la Fifa e attualmente direttore dell'International Centre for Sports Security, ritenere che l'illegalità nello sport si combatta vietando alcune forme particolari di scommessa è una "tesi inesatta che paradossalmente può diventare un ostacolo per arginare il problema della corruzione nel calcio". "Si tratta di disinformazione - dice ancora Eaton, che si sta impegnando per costituire una task force internazionale per contrastare il match fixing - i media forniscono delle versioni che rischiano di diventare dannose. La gente pensa che tutto il sistema delle scommesse sia un enorme complotto, ma questo è sbagliato. Stiamo parlando di reti che muovono quantità di denaro consistenti, le scommesse sui cartellini sono davvero poca roba", anche se possono essere usate come test. "Le organizzazioni che contattano direttamente gli atleti possono chiedere a un giocatore di farsi ammonire o espellere" spiega Eaton "e valutare se in futuro possono fidarsi o meno del soggetto in questione. Ma è più un modo per provare di avere qualcuno sotto controllo, non per riciclare denaro o garantirsi profitti illeciti". PG/Agipro

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