ROMA – “I cyberattacchi e le frodi sui pagamenti spesso sono lati della stessa operazione illecita per muovere denaro in azioni di riciclaggio che possono coinvolgere anche il settore dei giochi”. Lo ha dichiarato Francesco Federico, vice questore aggiunto della Polizia Postale Italiana, durante un panel sui reati di frode finanziaria a Sigma World 2026, in corso a Roma. “I fornitori di sistemi di pagamento e gli operatori – ha continuato – spesso non hanno la visione complessiva del problema ma sono focalizzati solo sul loro anello della catena quando invece, per un'investigazione efficace, bisogna guardare all'intera catena. Oggi la sfida è capire che il vecchio modello non è più sufficiente per affrontare le nuove frontiere delle frodi finanziarie. Dobbiamo utilizzare i partner privati come alleati e saper distinguere i vari e nuovi tipi di frode, soprattutto quelle fatte in gruppo e in rete con veri e propri network”.

“La realtà dei movimenti finanziari sta diventando sempre più grande con le criptovalute, con le nuove tecnologie e con la crescita generale dei mercati”, ha commentato Jason Sandoval, responsabile delle operazioni europee di Asset Reality. “Abbiamo investigatori molto preparati a livello internazionale – ha spiegato – ma bisogna organizzarsi nella cooperazione a livello globale in modo da poter usare quelle stesse tecnologie contro la criminalità finanziaria. Quando i Governi nazionali cercano di costruire tecnologie nuove per combattere la criminalità spesso falliscono. Per questo è importante avere fiducia nel settore privato e in quello che può offrire”.

Sulla stessa linea l'intervento di Francesco Venditti, responsabile dell'Unità Speciale per la lotta alle frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, che evidenzia come le Fiamme Gialle stiano “investendo molto nel formare personale adatto, comprare e sviluppare nuovi software e rafforzare la collaborazione con i partner privati, che è sempre più importante, non dobbiamo avere paura di questo”. “Le nuove frontiere delle frodi finanziarie – ha aggiunto – possono unire le criptovalute alla criminalità organizzata, come per esempio nel caso della 'Ndrangheta: lo dimostrano anche casi recenti italiani. In tutto questo ha un ruolo fondamentale l'intelligenza artificiale, che è molto potente e può essere contrastata davvero solo usando, a nostra volta, la stessa intelligenza artificiale per combatterne l'uso illegale”.

“Le indagini sulle criptovalute – ha concluso Giuseppe Lopez, direttore del Centro Europeo per la criminalità finanziaria ed economica dell'Europol – sono particolarmente difficili perché sono prive di autorità finanziarie centralizzate e mettono in difficoltà i tradizionali metodi di investigazione. Ancora non abbiamo il necessario numero di specialisti e di strumenti tecnologici, anche se stiamo crescendo sempre più da questo punto di vista. Per questo stiamo creando partnership con il settore privato e rinforzando la cooperazione internazionale a livello di autorità investigative e forze dell'ordine”.

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